
Foto e parole di Francesca Bertoldi
Quanto dolore incondiviso cara. Posso aiutarti, forse. Chudi lentamente la bocca, smorza l’urlo muto. Ascolta quel suono che arriva da lontano. Ascolta. Leggero, quasi un sibilo, si insinua. Poi entra con urgenza nell’orecchio stanco, ha qualcosa di forte da dire. Prepotente spinge. Eppure sottile, estraneo, tanto da rimbalzare nel rifiuto tuo. Non possono sentire, non possono capire, non senza la tua preghiera chiara, lucida. Devi abbandonarti, devi cedere, devi credere che possa arrivare qell’istante di resa... e il dolore che si scoglie con essa e piano, piano, pianissimo, ti restituisce il respiro.
Sei dentro adesso. Di nuovo galleggi nel liquido caldo del primo ricordo. Poi nulla, solo il sonno che agognavi tanto. Lasciati andare, lasciati andare.